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19.10.2025

You say recappino, I say riepilogo

Gguys

Di recente ho assistito a un bell'evento di marketing a Bolzano. Organizzazione impeccabile, grafica dell'evento curatissima e originale, posto super. Mi sono portato a casa un bel po' di spuntino di riflessione, soprattutto grazie ad una relatrice (Alessandra Farabegoli, Palabra) e ad un relatore (Giovanni Pola, Great Pixel) particolarmente capaci. La prima, una donna molto preparata e con padronanza di linguaggio, oltre la mezza età, che ha condiviso con la platea alcune sue competenze ed esperienze sull'email marketing. Il secondo era un uomo simpatico e brillante, abile nel trasmettere i concetti, intorno ai 50 anni, che ci ha spiegato il peso della user experience nelle scelte di acquisto delle persone, e come la materia sia in un momento di grande evoluzione al punto da mettere in discussione molte metodologie finora ritenute valide.

Non so se si è notato, ma in poche righe ho utilizzato ben 4 parole in inglese:

  • Marketing
  • Email
  • User
  • Experience

Largo ai gguys?

Mi sento in colpa per aver abusato dell'inglese. Ma sono anche consapevole che si tratta di un peccato veniale, perché all'evento di cui sopra alcuni ggiovani sul palco (ma nemmeno ggiovanissimi) hanno osato molto di più. Non parlo dei due relatori sopra citati, ma di alcuni ggiovani che da oggi penso di avere il diritto di chiamare gguys. Capisco che il marketing ricorra ad un lessico inglese che spesso non trova adeguate corrispondenze in italiano, ma oggi ho dovuto sentire cose che feriscono nello spirito. I gguys, donne e uomini di marketing con posizioni di tutto rispetto, farcivano di inutili inglesismi i loro discorsi, che venivano diffusi tramite altoparlanti nella enorme sala, affinché anche gli ospiti della fila più remota potessero sentire nitidamente e trarne beneficio o, come me, tormento interiore.

Ogni riga una coltellata: il riepilogo

Questo l'elenco (parziale) degli inglesismi provenienti dal palco.

  1. Abbiamo un catalogo di tips a disposizione dei nostri subscribers
  2. Faccio un recappino
  3. Facciamolo from scratch
  4. Cento billion di fatturato
  5. Head of per l'Italia (giuro, è tutto vero)
  6. Gestire questo heritage
  7. Essere un po'disruptive
  8. Vorremmo darvi un bellissimo flavour
  9. Eventi con guest ogni sera
  10. Ha cambiato le nostre skill permettendoci di fare un upgrade
  11. Ormai siamo superskillati
  12. Non fittava con le domande

A forza di prestiti linguistici, abbiamo acceso un mutuo senza rendercene conto

Vorrei un'Italia che sappia valorizzare la propria lingua, un Paese più libero da provincialismi e capace di riportare in patria, con orgoglio, il valore di ciò che siamo, pensiamo, facciamo e diciamo. Abbiamo progressivamente ceduto competenze e pezzi di economia: preserviamo almeno la lingua e la cultura nazionale. Voglio darvi qualche tip non richiesto, perché non siete miei subscribers: almeno voi, gguys del marketing caduti vittima degli inglesismi, fate un upgrade e cercate di uscire dagli schemi trovando la forza di rifiutare frasi fatte e concetti preconfezionati. Altrimenti, a forza di essere disruptive, verrete strangolati dai dogmi e sprecherete l'heritage che i vostri padri hanno costruito from scratch. E sarete tutto fuorché superskillati, come invece questa società vi fa credere di essere. Ma, nell'era degli influencer, probabilmente fitterete benissimo così.

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