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21.09.2025

Brand bio al supermercato: una questione di carattere

Alla cassa del supermercato

Il supermercato è per me un luogo bellissimo, almeno fino a quando non arrivo alla cassa. Curiosamente, al momento dell'esborso il mio entusiasmo si affievolisce: sarà lo scontrino, così perentorio nel suo pallore, o perché sono un sentimentale e divento malinconico quando il mio sudato denaro fa le valigie, mi saluta e trasloca dal mio bancomat a tasche altrui. Nonostante questo momento ricorrente di dolorosa separazione, ci torno sempre volentieri. Nel prezzo del biglietto infatti c'è molto più del solo sostentamento: vuoi mettere il piacere di passare in rassegna decine di prodotti e di marchi, di ammirarne lo stile e l'originalità, oppure criticarne la banalità, pensando - anche peccando di presunzione - come si sarebbe potuto fare meglio? In fin dei conti, siamo pur sempre il Paese degli umarell.

Il paradosso del brand bio che utilizza caratteri calligrafici

Girovagando col carrello In questo zoo-safari dei loghi e paradiso dei criticoni, una categoria alimentare che mi attira particolarmente è quella dei prodotti bio refrigerati / surgelati. Le diverse confezioni adottano caratteri che spaziano dal "bastone", puliti e lineari, a quelli calligrafici. Mi sembra che siano questi ultimi a dominare gli scaffali, e questo mi spinge a fare delle riflessioni.

Confronto tra caratteri bastone e calligrafici

L'intento del ricorso ai caratteri calligrafici nel biologico è evidente: evocare la genuinità del prodotto, conferirgli un'aura artigianale e far dimenticare al consumatore gli aspetti meccanici della produzione su larga scala. Ma se il packaging imita la scrittura a mano, e quindi in qualche modo vuole indurci a pensare, o meglio percepire, che ciò che troviamo sulla confezione sia manoscritto e non stampato industrialmente, non si rischia di dare un messaggio poco autentico? E questa incoerenza non potrebbe essere percepita dal consumatore, a scapito proprio della sensazione di genuinità che si vorrebbe comunicare? Non sarebbe meglio puntare ad una narrazione autentica e coerente, soprattutto per i brand bio? In estrema sintesi, vale l'equazione poco genuino fuori = poco genuino dentro?

Probabilmente no, o forse solo marginalmente, dato che molti brand di prodotti bio ricorrono ai caratteri calligrafici a seguito di un lavoro di ricerca. Ma io rimango con questo dubbio, e me lo tengo stretto. Le mie riflessioni finiscono qui. Il momento di pagare si avvicina, i denti della gentile e anziana signora alla cassa si fanno curiosamente aguzzi e il mio bancomat inizia a tremare. Spero che l'alba salvifica sopraggiunga rapidamente.


Brand bio al supermercato: le mie menate continuano qui.

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